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Oh bella ciao

Aggiornato il: 19 giu 2020

Ricordo di Annamaria Scimone membro dell'Esecutivo dei Verdi di Milano





Con il 25 Aprile si celebra la Festa della Liberazione dal nazifascismo.

In questa giornata, si ricorda la lotta partigiana e la resistenza, associata sempre agli uomini, eroi, che combatterono per la nostra libertà. Del ruolo delle donne partigiane, si parla poco, questa parte della lotta è stata oscurata e celata per parecchio tempo. Ma ci preme ricordare che ebbero un ruolo fondamentale e vorremmo dare onore e gloria alla loro memoria, esse furono protagoniste, ma senza avere gli opportuni riconoscimenti da parte nostra nella storia di quel periodo, sempre troppo declinata al maschile.

Non dimentichiamo che erano in migliaia le donne tra staffette, combattenti armate, o coadiuvanti degli uomini in battaglia. Il ruolo delle donne nella Resistenza è stato etichettato per molto tempo come “contributo”, questa parola in realtà non rende ovviamente piena giustizia all’impegno femminile nella Resistenza, ramificato in tutti gli ambiti della lotta, dallo scontro armato, all’approvvigionamento, dall’assistenza sanitaria, al trasporto di informazioni, armi e munizioni, fino all’organizzazione di scioperi (vedi lo sciopero del pane del 16 Ottobre 1941, per esempio) e manifestazioni contro il carovita e il mercato nero. Nell’Italia occupata, le donne che lottarono per la libertà nel movimento partigiano, presero coscienza della loro forza. Negli anni del Ventennio fascista erano troppo spesso escluse dalla vita sociale e politica, emarginate dal mercato del lavoro e gli unici ruoli a cui il regime riconosceva loro, erano legati alla femminilità intesa come “sposa e madre esemplare”. Durante il secondo conflitto mondiale e la Resistenza ricominciarono il loro percorso in salita e difficile verso l’emancipazione. Esse infatti furono chiamate nel mondo del lavoro per sostituire gli uomini chiamati in battaglia, per esempio. Iniziarono a uscire dalle loro case e diventare attive nella vita sociale e politica. Come dimenticare “Edera” Francesca De Giovanni, la prima donna partigiana uccisa in Italia dalle Brigate Nere il 1 aprile del ’44 a Bologna, la quale gridò ai suoi assassini: “Tremate. Anche una ragazza vi fa paura!”. Come non ricordare Giovanna Marturano, “La bimba con pugno chiuso” morta a Roma all’età di 101 anni nel 2013 che ha speso i suoi 101 anni sempre nella lotta contro il fascismo e per la giustizia sociale, argomento ancora più attuale in questo nostro momento storico. Come poi dimenticare, donne partigiane come Gisella Floreanini, Nilde Iotti, Tina Anselmi, Ondina Peteani, Carla Capponi, Francesca Laura Wronowski, Irma Bandiera, per citarne alcune e molte altre ancora. Buon 25 Aprile 2020.


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