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"Le Terre Marginali, da dove ripartire per la creazione di un nuovo umanesimo ecologico"

Aggiornato il: 19 giu 2020


Di Zoe Papadìa, associazione Salviamo Benedetto Marcello.





Tra le letture facilitate dal periodo di quarantena ho avuto la fortuna di imbattermi in uno di quei libri che hanno una potenza concreta; sto parlando di “Terre Marginali, agricoltura come nuovo umanesimo”.

Nel titolo si svelano già i temi: in un mondo digitale vi è bisogno di ritrovare le qualità dell’umano per non renderlo scisso a sé stesso; e l’agricoltura intesa come mezzo per nutrire se stessi e prendersi cura della Trra. Cos’è dunque la Terra marginale e quali legami ha con l’umanesimo e l’agricoltura? E’ tutto ciò che non viene inserito nel frame produttivo odierno, non perché non abbia delle qualità ma perché il suo tempo e ciclo produttivo non corrispondono a quelli che sono i necessari tempi del Mercato. Nel mondo attuale ciò che non è immediato e di immediato consumo non ha valore capitale; viene quindi emarginato.

Queste terre marginali sono realtà presenti nel primo come nel terzo mondo e portano con loro un capitale culturale diverso dall’attuale tempo del consumo; riconoscere loro dignità, accettarle, integrarle nel nostro mondo ci può arricchire donandoci la visione su realtà diverse da quelle che vivono solo nel tempo presente e non sono solo ferocemente capitalistiche.

Riconoscendo in queste zone emarginate l’antico sapere dei butteri, del sapere accumulato dai contadini della Camargue come le attività di lotta alla desertificazione in Mali… Non è la forza del leone ma l’intelligenza collettiva della formica quella che interessa indagare l’autore. Ovvero scoprire quelli che possono essere sistemi produttivi e di sviluppo che non depauperino per forza il terzo mondo e che siano applicabili anche al primo, metodi che ci richiedono coscienti che tutti noi siamo parte di un unico spazio vitale e che abbiamo bisogno, per stare bene, di avere una intelligenza più “formica” in molte cose. L’autore non si ferma alla riflessione ma avvisa che si tratta di un UTOPIA POSSIBILE, ovvero di un miglioramento che con determinate condizioni è realizzabile nella realtà: facendo ed impegnandosi; ovvero volendolo realmente. Da leggere anche per fare un autentico giro del mondo sul fil rouge dell’agricoltura e del legame che ogni cultura può avere con la sua Terra. Riferimento bibliografico: Terre Marginali, Agricoltura come nuovo umanesimo Francesco Caponetti Quodlibet Studio


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